UNO STUDIO SULLA CORRUZIONE

...UNO STUDIO SULLA CORRUZIONE

La corruzione è quella condizione in cui una persona influente cerca di ottenere la meglio nella gestione di un affare sia pubblico che privato attraverso denaro e promesse, scavalcando le regole condivise. Il corruttore può essere un imprenditore edile, industriale, farmaceutico e così via, che in un appalto pubblico offre tangenti a uno o più funzionari di Stato per vincere barando su altri concorrenti. Allo stesso modo, un ufficiale del pubblico servizio si macchia di peculato, intascando delle somme non dovute durante l‘esercizio delle sue funzioni. Peculato e Corruzione sono ancora due reati del Codice Penale, le cui leggi sembra nessuno faccia rispettare…
Si corrompe un poliziotto, un giudice, un finanziere affinché non venga applicata la Legge, che pur deve essere uguale per tutti. Si corrompe un banchiere potente per ottenere un mutuo e per non restituire il dovuto alle Banche, che sono collassate e salvate sulla pelle dei poveri cristi, i piccoli risparmiatori. Si corrompe un ministro per occupare una poltrona nella sala dei bottoni senza passare per un bando di concorso. Si corrompe un esaminatore dei pubblici concorsi per salire nelle graduatorie e ottenere un lavoro, un posto fisso nello Stato. Si corrompe un professore per non essere bocciati agli esami e per ottenere voti maggiori. Si corrompe un arbitro per vincere una partita e anche il campionato. Si corrompe il compagno dell‘avversario per vincere una partita di scopone scientifico. Si corrompe un bidello per mangiarsi un panino con mortadella e farsi uno spinello nelle aree proibite della scuola… e siamo arrivati alla scuola, che, come scritto in precedenza, deve essere maestra di vita onesta, ma che in ultima analisi insegna solo alle nuove generazioni come gestire la corruzione, il peculato e la perversione: per anni la scuola italiana ha sfornato perfetti delinquenti e non lavoratori qualificati.
Ora, tutti i politicanti (che hanno pur governato per intere Legislature), invitati ai salotti TV, indicano la pubblica istruzione come responsabile della non spendibilità della qualifica professionale dei giovani che si affacciano sul mondo del lavoro. E perché non ci hanno pensato prima quando potevano bonificare i concorsi pubblici per scegliere il personale docente tra i veri meritevoli e non tra i raccomandati e tra le righe dei „Lei non sa chi sono io!“. E‘ molto difficile cambiare la mente della gente quando tutti sono cresciuti a pane e malaffare. Essere onesti suona come essere dei fessi perdenti in questo tipo di società. Già, la società italiana fatta da un esercito di politici, dirigenti, funzionari che percepiscono stipendi e vitalizi da capogiro e il resto di lavoratori-schiavi, pensionati e disoccupati che armeggiano tra loro (guerra tra poveri?) per mettere il piatto sulla tavola. Proprio il massiccio e spregiudicato accesso al denaro da parte della classe dirigente è la causa della soverchiante corruzione nella nostra società: è facile corrompere qualcuno quando si hanno tanti, ma tanti soldi in tasca.
Guardando al passato, il glorioso Impero Romano, che nel Primo Secolo Dopo Cristo si estendeva per tutta l‘Europa, il Nord Africa, Medio Oriente e oltre, è stato distrutto da continue e ripetute invasioni barbariche giusto a causa della dilagante corruzione e perversione del popolo romano, che conduceva nell‘agiatezza una vita dissoluta. Invece, noi non saremo invasi da nessuno, ma saremo mangiati dai pidocchi in una vita miserevole, se non si passa dalle parole ai fatti, se non si varano delle leggi in Parlamento per abbassare gli stipendi, i vitalizi e le pensioni dei super potenti e del loro entourage.

Vincenzo Benincasa dalle MEDITAZIONI SOCIALI

Autografo
UNO STUDIO SULLA CORRUZIONE

 

 

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