IL COSTO DELLA VITA E LA PRECARIETA‘

...IL COSTO DELLA VITA E LA PRECARIETA‘

L‘Italia soffre di mali endemici in prossimità di crisi finanziare più o meno dichiarate: la tassazione e l‘aumento dei costi.
Nel film di Totò „I Tartassati“ è tutto spiegato bene. Ci sono più esattori delle tasse e spie di Stato che contribuenti e pagare le tasse è come una droga, cioè provoca assuefazione e non se ne può più farne a meno. Sembra una provocazione, una giustificazione di tutti quegli evasori che escogitano metodi per aggirare il cuneo fiscale. Totò aveva visto bene. Si alzano le tasse, si aumenta il costo della vita, per poter mantenere quel colosso che è il carrozzone burocratico dello Stato. Enti ridondanti, uffici che non hanno né testa né coda, archivi cartacei, pratiche senza senso, dal settore della giustizia a quello della sanità, dal settore bancario a quello delle infrastrutture, dall‘Inps a quello della pubblica istruzione e, chi ne ha più ne metta. Ad ogni fine di Legislatura Parlamentare ci ritroviamo con un debito pubblico maggiorato persino del 10% e con spese dello Stato che non hanno mai fine. In più ci sono gli aumenti ragguardevoli delle utenze domestiche e non solo, dei beni di consumo e di possesso; pagare le bollette di luce, gas, telefonia, immondizia, condominio, le tasse automobilistiche, è difficile persino per i proprietari e chi percepisce uno stipendio mensile. Dunque, si lamentano persino quelli che hanno un lavoro e una pensione, figuriamoci quelli che non hanno mai lavorato, che hanno cercato e non trovato, che per non gravare sulle pensioni dei genitori decidono proprio di espatriare alla maniera degli inizi del Novecento, col sacco sulle spalle e la valigia di cartone. E‘ inutile che ci facciamo prendere per il culo da floree notizie statistiche sull‘occupazione e la povertà propagandate a tutta forza dalla governance di turno per il quieto vivere. La miseria cresce a dismisura, il divario tra ricchi e poveri aumenta sempre di più, i piccoli risparmiatori sono salassati settimana per settimana anche dalle stesse banche, i cui costi anche per il semplice conto corrente risultano, ormai, proibitivi. I risparmi, prima o poi, finiranno e chi è proprietario di un immobile, magari pure ereditato, è costretto a venderlo, a svenderlo, diciamo, perché è scoppiata la bolla immobiliare, nessuno ha accesso al credito facilmente, come per i mutui, e chi fa l‘offerta sotto costo è il grande immobiliarista. I capitalisti, i grandi risparmiatori dell‘alta finanza, le grandi aziende, le multinazionali, i lobbisti supportati dai furbetti del quartierino alto e delle zone ombra, quelle che contano, faranno incetta e man bassa di tutto quello che ha valore nelle mani della classe media e bassa. Si creeranno nuovi schiavi del lavoro perché le piccole e medie imprese non sono più capaci di assumere col famoso contratto di lavoro nazionale in pianta stabile, a tempo indeterminato: lavoratori precari, senza stabilità alcuna, rimbalzeranno come automi da un holding sempre più potente all‘altra e vedranno la vita in Italia come un Inferno. Le piccole attività, le botteghe artigiane, i negozi già stanno scomparendo soppiantati dai grandi centri commerciali; la cronaca nera ci racconta giorno per giorno di atti estremi di chi negli anni Ottanta-Novanta manteneva un‘intera famiglia.
Dunque, per tutto questo stato di cose la società italiana ha bisogno come non mai di risposte urgenti e non di continui proclami di politicanti per le prossime elezioni politiche.

Vincenzo Benincasa dalle MEDITAZIONI SOCIALI

Autografo
IL COSTO DELLA VITA E LA PRECARIETA‘

 

 

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