DELINQUENZA INTELLETTUALE

...DELINQUENZA INTELLETTUALE

Voglio qui ribadire alcuni concetti base dei miei scritti a partire del mio unico romanzo non pubblicato (ma caricato su internet) che rasenta il fantascientifico.
Sono presente in rete da tempi non sospetti e, dal 1997, attraverso chat e programmi di messaggistica ho cercato di diffondere le mie idee su quanto, politicamente e socialmente, accadeva intorno a me e lontano da me.
Erano tempi in cui avere un sito web, una presenza in rete, costava tempo, sforzo e denaro. Gli utenti della rete erano esigui e il mio messaggio non aveva grande risonanza come oggi. Grazie ai social network, poi, sono riuscito a farmi leggere da coloro che l‘hanno sempre pensata come me e che, dopo, mi hanno invitato alle loro riunioni: alla base della nostra crisi, sia locale che globale, c‘è il crescente sviluppo della delinquenza intellettuale. Nel romanzo parlo di un giovane del Sud Italia, vittima ignara della corruzione sociale, politica, etica e finanziaria della gente che lo circonda. Tratto temi come la povertà, la gelosia, l‘invidia, delinquenza ordinaria e politica. I delinquenti si formano da piccoli già a partire dagli asili, dalle scuole e dai luoghi di ritrovo, in cui adulti di malaffare non hanno altro che insegnare che la perversione e la corruzione. Il concetto della raccomandazione e del fatidico „Io sono Io e tu non sei un cazzo“ si sedimenta nell‘adolescenza per proseguire, poi, nel mondo del lavoro, delle attività e della politica. Si parte dal locale, dalla propria città, si estende alla nazione e, infine, appuriamo che tutto il Mondo è Paese.
Vedete… avere un Ministero della Pubblica Istruzione efficiente, come da anni abbiamo descritto nella nostra Scienza del Buon Governo, è fondamentale per poter trasformare la nostra società fondata ora sulla corruzione in una nuova società virtuosa fondata sulla meritocrazia. La scuola deve essere maestra di vita, ma di una vita fatta di onestà e trasparenza, altrimenti il nostro futuro sarà buio, pieno di insidie, povertà e miseria. Insegnare a scuola, oltre che nozioni, principi etici condivisi, concetti Cristiani come rispettare il prossimo, valori come l‘uguaglianza, la fratellanza, distruggerà le gramigne nelle terre della malavita. Se, invece, si continua a tramandare nei figli la capacità di agire oltre il lecito, di aggirare le Leggi, di rubare il vicino, di essere furbi e farla sempre franca, alle spalle dei poveri fessi, allora vuol dire che la società è governata essa stessa da delinquenti, delinquenti intellettuali che sono ancor peggio di quelli ordinari.

Vincenzo Benincasa dalle MEDITAZIONI SOCIALI

Autografo
DELINQUENZA INTELLETTUALE

 

 

Gruppo Facebook del Movimento Presidenzialista

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